Comune di Prato Carnico

Benvenuti nel sito del Comune di Prato Carnico

Ricercje svelte


< vai al contenuto centrale




Il tuo percorso: Tu ti cjatis chi: Comune di Prato Carnico > Il Comune > Pieria

Frazione PIERIA

Pieria potrebbe derivare dal latino "pletria" (imbuto, in friulano "plera") con significato toponomastico indicante una forma del terreno, che potrebbe essere il restringimento della Pesarina nei pressi dei "Cretz". La prima citazione risale al 1275: "in villa de Plueria in Guardo in Carnea". All'epoca era costituita da due ville: Cjasal sul lato destro della strada che risale la vallata, e Pieria, a sinistra sotto la strada. Don Antonio Roia lo ritiene il più recente dei villaggi. Anche la borgata di Muliton costituiva, in pasato, una frazione a sé stante e - scrive sempre don Roia - era maggiore secoli fa che oggi e lo spopolarono le frane che scendevano dal monte sovrastante. Urbanisticamente ha uno sviluppo monoassiale con andamento est-ovest. A Pieria è ubicata la sede comunale, trasferita dal capoluogo di Prato nel 1897 quando venne inaugurato l'attuale municipio. Il trasferimento della sede fu deliberato, non senza contrsti fra i consiglieri, il 20 agosto 1893, anche in questa motivazione come si legge nei verbali: "… Il Consiglio Comunale … persuaso che il vero centro topografico del Comune non è la frazione di Prato sebbene la frazione di Pieria, tanto per quanto riguarda le distanze, quanto per ciò che riflette la popolazione, delibera di trasferire la sede Municipale di Prato a Pieria e provocare dal governo del Re il relativo decreto …".

Attualmente a Pieria risiedono 147 abitanti in 66 famiglie.

Chiesa di San Antonio di Padova di Pieria:

Risale al 1690 e sorge nel punto nodale dell'antico sviluppo urbano della frazione di pieria. Pur non disponendo di fonti storiche documentate e interpretando le strutture in "tof" affioranti sul lato destro della parete fronteggiando la strada si può ritenere che la chiesetta originaria presentasse un tipico portico con ingresso da sud. Nel 1737 venne ampliato il coro e vi fu aggiunta la sacrestia. Scrive don Antonio Roia che nel 1764 si deliberò di rifarla e l'attuale innalzata nel 1783 e consacrata il 2 giugno ???? arieggia a quelle edificate dagli Schiavi di tolmezzo. la riedificazione, probabilmente ne mutò l'orientamento portando l'ingresso a ovest. L'edificio è di notevoli proporzioni con copertura a padiglione, presenta una semplice facciata caratterizzata da un portale riquadrato da una cornice aggettante e da una finestra rettangolare, motivo a dentelli lungo gli spioventi della facciata.

Ha tre altari:

  • Altare Maggiore con le statue di san Antonio in una nicchia e San Lorenzo e San Fermo sui due pilastri laterali opera di Andrea mattia detto "caretton" di Sutrio (che pretendeva farla da scultore - dice pre Antonio Roia);
  • Altare dedicato a San Francesco d'Assisi (legno intagliato e dipinto di autore friulano ignoto di misure580x268x101) fatto eseguire dal sig. Mattia q. Leonardo Federico Giorgessi di Prato, che il 30 luglio 1708 testando ordinava un legato acciò vi si cantasse messa il dì del santo. La pala raffigurante San Francesco d'Assisi è un olio su tela (187x105) in discreto stato di conservazione opera di Cherubini Giuseppe 1822;
  • Altare della Beata Vergine (seconda metà del secolo XVII in legno intagliato dorato e dipinto proveniente dalla "bottega dei Comuzzo" in discreto stato di conservazione (500x200x90). La pala, scrive don Antonio Roia "da non molti anni deturpata, a quanto si dice, da un fabbro che piccatasi d'intendersi di pittura", raffigurante San Antonio, la Madonna del Rosario, San Lorenzo e le anime purganti databile XVII-XVIII secolo di pittore friulano ignoto è un olio su tela di 200x130 in mediocre stato di conservazione.

La volta sovrastante l'altare maggiore è affrescata (XVIII-IXX secolo) da autore ignoto con la raffigurazione della SS. Trinità ed è in mediocre stato di conservazione. Il soffitto della navata centrale ospita un'olio su tela di grande dimensione 500x200 circa abbisognevole di restauro che potrebbe rilevare la mano di un autore non disprezzabile. Vi è raffigurata l'Assunzione della Beata Vergine. La costruzione del Campanile risale al 1869 come si legge sulla lapide all'ingresso "Pieria eresse 1869" è stato restaurato e consolidato nel 1990.