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Abitato di Avausa

Frazione AVAUSA

Le notizie storiche su Avausa sono scarse. Il toponimo pare derivi dalla base pelatina "Aussa" indicante "fonte", "acqua sorgiva" o simili con agglutinazione della preposizione "ab". Giovanni Battista Cargnali nel suo "Schedario Toponomastico" riporta una citazione del 1257 "de valsa" e del 1325 "de Ausa Canalis Pedarci Carneae". Urbanisticamente ha uno sviluppo monoassiale con andamento est-ovest che si stende lungo la strada comunale che attraversa l'abitato. Don Antonio Roia sostiene fossero due le ville che ora formano un'unica detta di Avausa.

Già nel secolo XVI si trova ricordata la villa di "Nison" che è la parte più bassa del villaggio a est dell'omonimo rio che, col tempo, aumentando la popolazione, si unì alla maggiore che ne conservò il nome, e diventando l'altra l'odierno "Borg di Riù". Attualmente ad Avausa risiedono 120 abitanti in 55 famiglie.

Campanile della Chiesa di San Gottardo

Chiesa di San Osvaldo: Venne costruita dalla ville unite di Avausa e di Prico nel 1580 e completata nel 1605. L'edificio è orientato verso ovest. Elegante composizione architettonica composta da aula rettangonale con arco trionfale a sesto acuto e presbiterio a pianta quadrata con soffitto a costoni. Ha un solo altare con un trittico di Giovanni Antonio Martini (fine del XVI secolo). Alla sinistra dell'altare un tabernacolo a muro per la custodia del S.S. Specie, in legno intagliato e dipinto reca la data del 1670. All'esterno, di particolare interesse, l'armoniosa scalinata in tufo squadrato, che colpisce il visitatore ed identifica la Frazione di Avausa. Il campanile, staccato dalla chiesa, è stato eretto nel 1866 come appare nella lapide posta sopra la porta d'accesso ad arco. Ha una pianta quadrata e cuspide a piramide.

Casa Rupil Alvise: Tipica abitazione a pianta quadrata di ampie dimensioni, sorge isolata, su due piani più sottotetto, e circondata da area di pertinenza. Risale al XVIII secolo. Sulla facciata principale l'ingresso è caratterizzato da un portale ad arco a tutto sesto racchiuso da una cornice e da una architrave. La copertura è a padiglione.

Casa Fride: Anche questo esempio di architettura carnica risale al 1700. Presenta la copertura a capanna, si articola su due piani e sottotetto. L'ingresso, posto sulla facciata principale, è sormontato da una bifora rettangolare.

Casa del Maresciallo: Databile fra la fine del 1700 inizi 1800 si articola su tre piani con copertura a capanna. Portone d'ingresso ad arco ribassato, sormontato al primo piano da una bifora e, al secondo piano, da un balcone con apertura ad arco a tutto sesto delimitato da colonnine tornite. Muro in pietra senza intonacatura.