MUSEO DEL CINEMA
Come nasce un piccolo museo
Il cinema ha compiuto da poco i cent'anni. E' la serata del 28 dicembre 1895 quando i fratelli Lumiere presentano, a pagamento, al Grand Cafe di Parigi l'apparecchio brevettato detto cinematografo; sullo schermo appaiono scene domestiche, l'arrivo del treno, l'uscita degli operai: la realta riprodotta dal vero.
E con il cinema nasce la passione per il cinema che viena definito “la prima forma di diverimento”, ”l'arte più forte”, e, per definizione, la”settima arte”.
GONANO ODI sin da raggazzino è sedotto da questa passione stimolata anche dalla curiosità e dall'interesse per la fotografia trasmessagli dal fotografo Luigi Monaci da cui ha ereditato l'archivio completo delle lastre che gelosamente cutodisce.
A Pesariis è in esercizio fin dal 1947 una sala cinematografica gestita dall'amministrazione frazionale. L'operatore Piniti (Gino Gonano), quando Odi ha appena 10-11 anni, lo porta con se nella cabina di proiezione, ove in poco tempo prende confidenza con proiettori, lampade carboncini, luci, sonoro ecc. fino a che, dopo qualche anno, lo lascia solo in quell'incarico – pur senza patentino – che manterra fino al 1970. Si sposa e poco dopo si trasferice per ragioni di lavoro, con la famiglia a Bolzano. Frattanto la televisione aveva progressivamente e inesorabilmente codannato le sale cinematografiche periferiche alla chiusura.
Quando nel 1980 ritorna in Val Pesarina corre a rivedere il proiettore che aveva lasciato in perfetto stato nella cabina di proiezione, lo trova inutilizzabile. Gli prende un nodo alla gola, gli sembra di rivivere una delle scene del “Nuovo Cinema Paradiso” del film di Tornatore. Chiede ed ottiene dall'amministrazione frazionale di Pesariis il permesso di recuperarlo e restaurarlo.
Nasce così questo piccolo museo del cinematografo, che raccoglie i proiettori delle sale in disuso.
Oltre a quello di Pesariis ospita i proiettori di Comeglians , del Cinema San Giorgio e del Roma di Udine, del De Marchi di Tolmezzo.
Grazie all'amicizia e alla collaborazione dell'amico Giampaolo Ferro, riparatore fotografico, con cui condivide le stesse passioni, riesce a mettere assieme diverso materiale: formato ridotto amatoriale, cineprese ecc. da privati.
Per la sezione “fotografia” che, anche storicamente precede il cinema, un grande contributo per il reperimento di numerosissimi pezzi esposti e di vario materiale si deve al fotografo ed amico Luigi Gardel di Ovaro.
Macchina fotografica del fotografo Luigi Monaci (Ica Ideal del 1915 con obbiettivo Zeiss Ikon) |
Proiettori 35mm Cinemeccanica |
Proiettori 35mm |
Cinepresa 35mm Arriflex montata su un cavalletto Cartoni |
Proiettori 35mm Fedi |
Ingresso del museo |
Il sig. Odi Gonano al centro di una delle sale che costituiscono il museo |
Macchine fotografiche a soffietto e materiale fotografico vario |